Professione reporter, i motivi del declino di un mestiere


ImmagineCi sono almeno 5 motivi per cui il lavoro di giornalista, nella sua accezione classica, è oramai anti-storico, per non dire superato.   Provo ad elencarli.

  1. I comunicati stampa. Inizialmente era prerogativa di alcuni scriverli  ed apparivano sintetici e bisognosi di approfondimento.  Ora sono direttamente le aziende che li preparano, li curano e li inviano spesso pretendendo modifiche minime se non nulle al testo.  E il giornalista che fa, come dà “sapore” a un fatto di cronaca?
  2. New media.  Twitter, più di Facebook, ha marcato una linea di confine tra la notizia e  l’approfondimento.  Ci svegliamo, clicchiamo l’app che cinguetta una marea di news, rimanendo alla fine saturi e senza un gran desiderio di sapere altro.
  3. I giornali cartacei.  Per le generazioni ante-internet resta sempre l’adagio “ma vuoi mettere sfogliare un bel giornale, soffermarti su cosa ti piace di più e non “crashare” mai”.  La realtà è che il giornale è vecchio prima che l’acquisti e nel villaggio globale devi sempre aggiornarti so cosa va per la maggiore, come trend o notizia, altrimenti non esisti, o quasi, per la net-society.  I giornalisti classici hanno poi spesso un’idiosincrasia diffusa a usare questi nuovi strumenti, rendendo ancora più complicato l’adattamento al mare magnum del web.
  4. Lo scoop è morto.   l reporter spesso non si muovono dal proprio desk e vivono di chiamate vorticose e contatti amici.  Le colpe non sono solo loro ma soprattutto per la velocità con cui le notizie inedite sono dimenticate a favore della mole di comunicati di cui sopra e della velocità sensazionalistica della produzione informativa. Dunque perché cercare notizie inedite se sono dimenticate in un lampo?
  5. La crisi economica.  Ho lasciato per ultimo il punto forse più cruciale.  Non solo in Italia la crisi ha spiazzato l’informazione mondiale.  Qualche esempio? Gli Usa da sempre bastione del giornalismo, ha visto in poco tempo ridimensionare colossi quali il Philadelphia Enquirer di cui conosco bene le (ex)enormi dimensioni avendo vissuto dove si pubblica.   La ricerca di soluzioni via internet non è comunque sempre fruttuosa, visto il fallimento dell’esperimento di Rupert Murdoch con la rivista online The Daily, chiusa dopo appena un anno di vita. L’errore principale? Forse l’aver puntato solo sull’ Ipad come piattaforma di lettura.  Nell’era global la chiusura si paga anche così, con la stessa moneta.
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