Piccolo, spazio, pubblicità: insuccessi alla velocità del web


 Quest’estate, oramai alle porte, era iniziata con un perseverante battage pubblicitario promosso dalla Algida, per lanciare il Nuovo cornetto sbagliato, sì proprio questo era il nome.  Passano poche settimane e il vichingo d’altri tempi (anche televisivi) della promozione si rassegna al cornetto classico.  Cosa è andato storto? Pochi ne hanno parlato tra i media, ma è da considerare uno dei maggiori flop degli ultimi anni, anche dal punto di vista dell’investimento prodotto (dalle confezioni al pagamento degli ads via internet, giornali o TV).   Probabilmente non ha funzionato la provocazione di usare un aggettivo spregiativo come “sbagliato” per connotarlo.  Questo episodio fa menire in mente quando la Coca Cola nel 1985, nel tentativo di contrastare la Pepsi Cola,  decise di immettere sul mercato la bevanda con una ricetta diversa e il nome New Coke.  Furono talmente tante e furiose le proteste dei “fan” di quella classica che tornarono a più miti consigli.   Infine il caso della Gillette che, soprattutto ultimamente, fa promozioni a raffica per cercare di convincere i clienti a passare a una nuova versione del rasoio, o ad abbandonare gli “usa e getta” perchè ‘meno piacevoli per la rasatura’.  Diverte pensare come sia nato il mito di questo famoso brand, raccontato mirabilmente da Chris Anderson (l’ex boss della rivista Wired), sul libro “Free”.  Diversi anni fa il rasoio era unico e veniva affilato periodicamente.  Nel 1904 King Gillette (si chiamava proprio così, Re), brevettò due tipi di lamette a basso prezzo, capaci di spingere i clienti a comprarne sempre nuove (erano più confortevoli ma si consumavano prima, diventando non più utilizzabili).  Una rivoluzione nel sistema del mercato, che ha introdotto il concetto di “bene ricaricabile”.  A cosa mi riferisco? Alle stampanti, sempre bisognose di toner, alle macchinette del caffè con cialde, agli accessori degli smartphone e a tutto ciò che compriamo che deve essere, in vari tempi, integrato.   Mr. Gillette forse non avrebbe mai immaginato le conseguenze della propria intuizione, ma, ironia della sorte, l’ingordigia del creare sempre qualcosa di nuovo sembra aver ingolfato il meccanismo e, come dicevo prima, i clienti del suo omonimo marchio non sono sempre disponibili ad assecondare la produzione forsennata. Immagine

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