Apple affetta da mal di Tech?


[aggiornato al 22-01-2014] –  Apple messa in discussione dai suoi stessi “adepti”.  Questo emerge da studi condotti da Forrester Research, sembra chiaro che la mela morsicata non abbia avuto risultati pari al passato per quanto riguarda la soddisfazione dei suoi clienti.  Tre le domande poste nella survey: “Quanto è stato piacevole fare affari con loro? È stato facile concludere l’affare? Hanno soddisfatto le vostre esigenze?”
La Apple scende in quinta posizione e, sopra di lei si trova la nemica Samsung. Amazon è la società con la più alta soddisfazione dei clienti, ed a seguire troviamo Sony, Samsung, Microsoft e Apple.

Ora passiamo ai suoi prodotti.  Nonostante il lancio e la presentazione in pompa magna di due nuovi iPhone, il 5c e il 5s, da parte del gigante Apple, già si intravedeva l’assenza tocco magico, l’intuizione che sembra dar vita ai sogni telematici dei suoi fan.  L’happening dello scorso 10 settembre ha visto la presenza di Tim Cook, nuovo CEO del gruppo, che cerca di gestire l’immane e pesante eredità della figura di Steve Jobs, un uomo riuscito a convincere il mondo che spendere di più è sempre un guadagno.  I prodotti della Apple, infatti, dai computer Mac ai dispositivi iPod per musica/video (progenitori dei telefonini attuali) non sono mai stati convenienti dal punto di vista economico, ma assicuravano un risultato eccezionale.
Di recente ho letto che ai tempi di Jobs ci volevano anni per portare in commercio un dispositivo, mentre Samsung, attuale acerrimo concorrente, tende a commercializzare immediatamente per poi migliorare le versioni seguenti (vedi il Galaxy Note o il Galaxy S, giunti rispettivamente alla terza e quarta serie).   Stay hungry, stay foolish, il motto vincente di Jobs, descriveva alla perfezione l’aggressiva e competitiva attitudine della sua azienda, per la quale è rimasto attivo fino alla fine dei suoi giorni.   Sono celebri le sue email per dissuadere, con le buone o le cattive, i concorrenti a smettere di violare (secondo lui) i suoi brevetti.
Un altro aspetto importante è il rapporto con i clienti.  Negli USA la maggior parte degli acquisti Apple sono fatti online.  In Europa gli Apple store sono ancora importanti e pochi giorni fa mi è capitato di passare di fronte ad alcuni di questi e la sensazione, oggi, è di una lenta decadenza.  Così come in passato la catena di cd musicali Tower Records sembrava indistruttibile, mentre ai nostri giorni appare come un museo egizio, osservando i device della mela morsicata si ha una sensazione molto simile.   Quasi che si punti solo a rinforzare ciò che si ha già, senza essere precursori come una volta.   Per anni Jobs ha costretto il “povero” Bill Gates della Microsoft a inseguirlo: dagli Ipod, con la risposta fallimentare dei Zune, ai sistemi operativi, con il gigantesco flop di Windows Vista, per non parlare della diffusione dei tablet iPad.  Tuttavia con l’acquisto della Nokia anche queste posizioni potrebbero capovolgersi.   Gli avversari di questa nuova epoca multimediale si chiamano Google, Facebook (che si sta lanciando nel mondo smartphone) e soprattutto Samsung, il gruppo sud Coreano che ha bruciato sul tempo la Apple anche sul lancio dello smartwatch, il telefono che si collega al cellulare per utilizzare le sue funzioni.    Cosa dire?  Il tempo dirà, ma se Wall Street registra un meno 5 per cento per le azioni Apple dopo il lancio di ben due smartphone, è il caso che si diano una mossa e riprendano ad anticipare i tempi tecnologici, se sono ancora in grado di farlo.

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