Particella di Dio o bosone di Higgs: la news per eccellenza


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bosone di higgs

Il Nobel per la fisica 2013 conferito a Francois Englert e Peter Higgs per la rivoluzionaria intuizione del cosiddetto “bosone di Higgs” ha catturato l’attenzione di moltissimi esperti e non, mostrando ancora una volta quanto non esistano notizie troppo tecniche se da queste emerge una storia intrigante.   La scoperta di questa particella elementare, la cui concreta esistenza è stata dimostrata dai ricercatori del laboratorio Cern di Ginervra già nel luglio del 2012, potrebbe addirittura dare una spiegazione alla nascita dell’universo.  Dal bosone, infatti, potrebbe esser scaturita l’espansione della materia che ha contribuito alla creazione di ogni forma di vita.    Siamo di fronte ad una scoperta che ha provocato discussioni, confronti e dibattiti di varia natura.
Scienziati, teologi, umanisti si sono alternati nel cercare di sviscerare ogni risvolto di uno studio che ha spinto, anche se per poco, milioni di persone a soffermarsi su tematiche senza tempo quali l’origine della propria esistenza.
Tra questi, il fisico napoletano Giovanni Amelino-Camelia, che, all’epoca del primo annuncio del Cern, mi disse in un’intervista: “La scoperta annunciata oggi, che naturalmente dovrà essere verificata nel tempo, è fondamentale per la comprensione della composizione della materia”.
Cosa insegna questa vicenda così prepotentemente mediatica?  Sono almeno tre gli elementi da tenere in conto da questa esperienza.

  1. Le persone si appassionano ai racconti.   Mai perdere di vista la potenza affabulatoria di una vicenda come questa che fonde sapientemente la scienza d’eccellenza con l’umanità, alla continua ricerca di una propria dimensione.
  2. La creatività abbatte ogni barriera.  Se la comunicazione si fosse bloccata alla definizione bosone di Higgs,  probabilmente ci sarebbe stata una eco mondiale non  adeguata alla news.  Grazie al soprannome particella di Dio, sapiente e incisiva sintesi di scienza e misticismo, centinaia di milioni di tweet e post hanno invaso il web per prendere parte a questo rito collettivo mediatico.
  3. Non esiste una ricerca scientifica noiosa.  Proprio così, quando c’è professionalità finalizzata a chiarire un aspetto dell’esistenza, che sia la cibernetica, la ricerca oncologica o fisico-quantistica, tutto può essere “tradotto” in termini accessibili ai più.  E se il web surfer/lettore intuisce che può essere utile anche alla propria esistenza, l’attenzione e la propensione a cercare di capire di più sono conquistate.
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3 pensieri su “Particella di Dio o bosone di Higgs: la news per eccellenza

  1. La comunicazione è stata sicuramente ottima.La scienza mi ha delusa solo quando è diventata tecnologia (gestita dai politici e dagli imperialismi di turno nei vari secoli).
    La scienza non deve diventare un altro DIO monoteista.
    La divulgazione scientifica è sempre un bene.
    In questo momento, sento che la crisi economica globale, può metterci uno contro l’altro.
    E’ una svolta epocale. Sopravviverà solo chi possiede la tecnologia informatica?
    Ma queste storie le sapete certo meglio di me!!

    Storia personale:
    Sua figlia è negata per la matematica, dicevano a mia madre. Ma non è vero. Ho solo avuto professori che non la sapevano insegnare. Attualmente 2+2=4 mi crea stress. Amo le calcolatrici e i pc, ma se non ci fossero, userei le dita delle mani e dei piedi.
    Ricordo mio padre, senza alcuna cultura, fare i conti in maniera egregia. Uso attualmente i suoi metodi, quando non ricordo le tabelline.
    Sono in pensione e rassettando le pagelle scolastiche, con mia sorpresa, le maestre della quinta elementare dicono che sono predisposta per la matematica, che in futuro ho solo odiato di cuore.
    Ora non so cosa darei per capire quelle misteriose formule, scritte sulle lunghe lavagne che compaiono in certi film………

    Vado per i 65 anni, la memoria vacilla………..
    Vivo da sempre in Sicilia, nel territorio devastato della Conca d’oro di Palermo.

    Credo fermamente nell’intuito e nella creatività dell’artista, anticipatore di idee e movimenti.
    La vostra gioia nel laboratorio di Ginevra, mi ha ricordato lo stupore che ho provato davanti ai dipinti del Caravaggio o lo stupore di un bambino, venuto dall’entro terra siciliano, che non aveva mai visto il mare o il mio quando per la prima volta ho visto un paesaggio coperto di neve (15 anni circa).

    Scusatemi, sono sicuramente andata fuori tema.

    Ma penso che quel DIO non si arrenderà facilmente……….

    Io sono atea come mio padre, che faceva scendere tutti i Santi del Paradiso ,nei periodi di disoccupazione del primo dopoguerra(in pratica bestemmiava);mia madre mi costringeva a pregare davanti Santa Rita la Santa dei casi impossibili…………diceva………….comunque è stato un buon metodo per farmi detestare le suore.

    Ho apprezzato tanto questo NOBEL, aspetto con ansia quello della PACE.

    Angela Maria Favata

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