Da Ed Wood a Sharknado: i miracoli del marketing virale


sharknado

locandina Sharknado

Sono sempre più sofisticate e affilate le armi usate dalla comunicazione per conquistare l’attenzione del pubblico e il cinema non è da meno.  La conseguenza è il sempre maggiore capovolgimento delle normali categorie di giudizio, in particolare sul concetto di bello e brutto, sempre più contraddittorio.  Esemplifichiamo il concetto.  Di recente sta facendo furore in rete il sequel di Sharknado, il film pomposamente considerato “il più brutto della storia del cinema”.  Incredibile ma vero, l’orrido e la sua ostentazione richiamano una platea sempre più vasta, quasi a scavare fino alle soglie più basse del prodotto.  Il fenomeno reso globale dalla rete non è affatto recente, anzi.
Tim Burton, regista cult della contro-allegria made in Los Angeles, fece nel 1994 un sincero omaggio al regista Edward D. Wood J., considerato durante la sua carriera negli anni ’50-’70 “il peggior regista di tutti i tempi”, attraverso il film Ed Wood.  Tuttavia, almeno in questo caso, Burton (Edward mani di forbice, Alice nel paese delle meraviglie, due edizioni di Batman ecc.) ha creato una pellicola straordinaria, in bianco e nero, capace di vincere due Oscar su un personaggio controverso e brillantemente interpretato da Johnny Depp; ma quanto  l’ “anatema” sul cinema di Wood ha attirato al cinema, nonostante nel tempo la critica abbia comunque rivalutato la sua figura? E il regista, morto nel 1978 a Hollywood (ironia della sorte), ha anche riscosso una notorietà purtroppo postuma che ha spinto molti cinefili a riscoprire il suo lavoro.   Cosa dire quindi sulla percezione della gente riguardo critiche così definitive (il migliore-il peggiore), quasi che gli estremi tendano all’infinito a unificarsi, come la stessa matematica postula, parificandone il valore?  Planando a terra, quante volte per strada capita soffermarsi su immagini poco piacevoli, senza rendersi conto del motivo?  Su questo fanno leva i vendors o almeno anche su questo.   Tornando al primo film trattato, Sharknado, magari l’iniziale diffusione è stata quasi casuale, forse anche attraverso una indicizzazione legata alla fascinazione dei racconti sugli squali che tanta fortuna hanno avuto in passato (Spielberg docet), ma il marketing virale ha certamente reso questo fenomeno inarrestabile sul web, creando un altro di quei miti dalla durata spesso breve, ma utile a raggiungere il risultato prefisso…

ed wood

Johnny Depp interpreta Ed Wood

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Un pensiero su “Da Ed Wood a Sharknado: i miracoli del marketing virale

  1. Secondo seth godin ( uno tra i più famosi studiosi di marketing ) non è importante che un prodotto sia buono per avere successo, ma che sia degno di nota, ovvero che sia talmente originale da innescare una discussione.

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