Gli Stati Uniti, il default e le briciole di Hansel e Gretel


IMAGE_617

Obama alla Temple University, Philadelphia
foto ©Pierpaolo Basso

Mentre in Italia si discute di fondamentali riforme come quella della costituzione o di amnistia e indulto per il sovraffollamento delle carceri, il mondo, come lo conosciamo oggi, rischia una brusca frenata se entro il prossimo giovedì, guarda caso 17, ottobre 2013 non sarà fatto innalzare il tetto del debito pubblico negli USA, con conseguente approvazione del bilancio.  Cosa sta succedendo? La terra non girerà più come nel catastrofico film The Core? Non proprio.
Ci potrebbe essere il “default”, lo stallo, ufficiale dell’economia USA, un fenomeno che trascinerebbe i mercati in fortissimo ribasso, mettendo a dura prova la stabilità e i nervi delle borse in tutto il mondo, con conseguenze imprevedibili.  Ma allora perché in Italia, come in altri Paesi, si continua a discutere d’altro, senza preventivare azioni “cuscinetto” per limitare i danni o porre in essere un’attività di moral suasion per scongiurare l’evento?  La risposta è che l’infausta evenienza del default, con tutta probabilità, non ci sarà e questo porta a confrontarsi su un tema che a noi interessa.   Da giorni il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama e la controparte GOP (Grand Old Party) repubblicana stanno trattando per cercare una soluzione e il lavoro dei media diventa fondamentale nell’interpretare le azioni e nel suggerire, a un’attenta lettura, i futuri scenari.   La minaccia dello stallo ha già provocato lo standby dello stipendio di 800mila dipendenti federali.  Per farci capire, dalla mitica FBI ai Parchi Nazionali, sono migliaia i cittadini col cuore in gola in attesa di capire cosa succederà.   Tuttavia il tira e molla della politica USA, in questo molto simile alla nostra, dà in pieno l’idea di una trattativa, in cui falchi e colombe alternano il proprio ruolo.  Obama tiene duro sul taglio al welfare, soprattutto in difesa della recente riforma della sanità tanto odiata dai repubblicani, i quali d’altro canto sono combattuti tra il desiderio di vedere annaspare l’avversario e l’esigenza di non essere considerati la causa principale del fallimento economico.   Le briciole di Hansel e Gretel del titolo sono i vari segnali che trapelano dal web, in particolare le dichiarazioni delle parti che persino la borsa interpreta in modo ottimistico, facendo registrare un rialzo all’inizio della settimana cruciale.   Queste indicazioni che attraverso Internet permettono , a un occhio attento, una lettura completa dei fatti, sono gli strumenti che anche i cittadini comuni devono saper leggere e valutare, per meglio convivere col “sensazionalismo” esasperato di certi media e per evitare di fasciarsi il capo prima che qualcosa succeda.  Il potere della rete è proprio questo oggi, la possibilità cioè di avere una visione più chiara dei fenomeni che ci circondano, senza farsi influenzare eccessivamente da chi cerca di imporre un “mood” generale.    Sulla rete i protagonisti di questa vicenda rilasciano dichiarazioni alterne che come lo stratagemma del piccolo Hansel della favola di Grimm possono condurre a una strada di comprensione. Sta a noi decifrare i codici prima che il web, come  “uccelli di bosco”, fagociti le briciole nel calderone online, limitando la ricostruzione degli eventi.  E infine, ironia della sorte, il Nobel per l’Economia è stato assegnato a ben tre statunitensi.  Eugene Fama e Lars Peter Hansen, dell’Università di Chicago e Robert Shiller, dell’Università di Yale i prescelti. Lo ha annunciato la  Royal Swedish Academy of Sciences  nelle cui motivazioni sottolinea l’importanza del “loro lavoro sui mercati finanziari”, e,  in particolare, ” delle loro analisi sui prezzi degli asset”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...