Il megafono della politica


Il mestiere del politico è davvero complesso, perché in realtà non lo è.  L’Italia fa parte di quelle nazioni, e non sono poche, che hanno visto crescere generazioni di professionisti del settore senza che sia mai stato creato un titolo, un master o affine che possa rendere in partenza preparati.  Ma forse non basterebbe neanche quello.   Il punto che interessa questo approfondimento però è un altro: il rapporto, spesso burrascoso, con i media.   Ecco alcune tendenze del momento e una possibile lettura di come evolve questa interazione.

  • Politica e media tradizionali – Il rapporto varia di continuo, poiché giornali, TV e radio sono divisi tra esigenza di soddisfare la linea editoriale, che cambia spesso, e desiderio di attrarre lettori sempre più lontani dal loro stile compassato.  Senza naturalmente dimenticare chi fa il mestiere di giornalista nel modo più equidistante possibile, ma non incide sul trend.   Il giornale che è riuscito, parlando di politica, a invertire in parte la discesa che colpisce anche colossi come Corriere della Sera e Sole 24 Ore, è il Fatto Quotidiano, che con uno stile personale e acceso riesce a resistere.
  • Politica e Social network – Questa è la vera nuova frontiera per i rappresentanti delle istituzioni, soprattutto Twitter.  All’inizio erano pochi, timidi e senza una grande “parlantina”.   Oggi difficile trovare chi non senta il dovere di spiegare manovre, leggi, emendamenti e decisioni da prendere.   Il rischio, come dimostrano molte gaffe clamorose che hanno coinvolto qualsiasi “colore”,  è quello della sovraesposizione.  Il Movimento cinque stelle è tuttavia la dimostrazione di come i tempi siano più maturi delle più rosee previsioni per gli adoratori del virtuale, visto che sono riusciti praticamente solo attraverso una massiccia campagna online a raccogliere quasi 9 milioni di voti, minacciando i partiti più tradizionali, i cui componenti spesso non sono capaci neanche di scrivere un’email in CC.    Di recente un senatore penta stellato ha però espresso via Facebook delle opinioni irridenti di un avversario durante un’importante sessione di lavoro, provocando un grosso polverone.  L’altro lato della medaglia delle “nuove leve” è quindi l’adattamento a un sistema che, piaccia o no, ha regole su cui basa la propria sopravvivenza.
  • Politica e nuove interviste –  Alcuni anni fa le dichiarazioni dei politici erano formali, formattate e spesso non contestate, se non da alcuni.  L’avvento di trasmissioni come Striscia la notizia e le Iene, pur con le loro pecche, ha però avuto il merito di svecchiare l’approccio e ridurre le distanze, prima che il web portasse a veri e propri battibecchi pubblici tra utenti e esponenti politici.   Questa sempre maggiore vicinanza tra elettore e lettore e/o media,  può portare anche allo scontro che trova il suo culmine in reportage quali quelli condotti da trasmissioni tipo Report, in cui lo spettatore è condotto in handycam all’interno dei meandri dei comuni e degli apparati in generale, dove gli intervistati, presi alla sprovvista, tendono a chiudersi a riccio amplificando la credibilità della tesi esposta dal programma stesso.

 

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2 pensieri su “Il megafono della politica

  1. Esprimo perplessità sulla definizione di politico come mestiere, se fosse così saremmo alla disperazione. Ho dubbi sulla enfasi che tutti hanno dato al movimento cinque stelle e sul successo avuto. Se non ci fosse stata la massiccia ripresa, quasi morbosa, dei vari blog e twiit da parte di Radio, TV, e giornali, dubito che il risultato sarebbe stato lo stesso.

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    • Grazie del commento. Perplessità legittima e la riflessione vuole fotografare una realtà che, nella prassi, rende quella che dovrebbe essere una vocazione civica in un lavoro vero e proprio. Per quanto riguardo i 5 stelle, di cui non do giudizio politico, diciamo qualcosa di simile. Ma e’ indubbio che sono stati capaci di attrarre e far rimbalzare in giro il proprio messaggio. I media sono finiti nella loro di rete.

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