Pompei: oro d’Italia colpito da curabile auto lesionismo


Pompei

Si discute molto di come il British Museum di Londra si stia letteralmente arricchendo da mesi attraverso una mostra su Pompei.   Dunque proprio la storica Pompei, area vittima della furia del Vesuvio ma capace di conservare segni di una civiltà avanzatissima, rende, e anche molto.  Voi direte, se ne vedrà bene anche chi vive e gestisce i resti nella sua area.
Invece è sotto gli occhi di tutti il disagio dei milioni di visitatori che ogni anno vanno a visitarla, tra mezzi pubblici volenterosi ma non adeguati come la circumvesuviana – vittima degli anni e della presenza di vandali adolescenti – e la  mancanza di posti di ristoro adeguati all’interno o esterno del museo all’aperto.   Dunque ricavi ridotti al midollo e il paradosso vivente di un luogo che arricchisce le casse di Sua maestà mentre è un costo, sì un costo, per chi dovrebbe sfruttarne le possibilità in loco.
Una soluzione? Impariamo dagli altri.   Va creata una rete di comunicazione capillare capace di informare in tempo reale, strutture (ristoranti, agriturismi, alberghi) che aumentino la ricettività di questo luogo e mettere in campo la cultura per eventi di varia natura.  Per non deprimere sulla Campania, ho proprio a questo riguardo un esempio.  Ricordo di aver assistito il 29 luglio del lontano 2001, presso il Teatro Flavio (altro luogo che necessiterebbe di una promozione migliore) di Pozzuoli ad un concerto del virtuoso chitarrista Pat Metheny, durante le “Notti flavie”.  Una rassegna che ha visto protagonisti del calibro di Uto Ughi, i Madredeus, Edoardo De Crescenzo e Fiorella Mannoia avvicendarsi in pochi giorni.
Tra migliaia di candele a far da illuminazione, chitarre a dodici corde, atmosfera e clima ideali, sembrava svanire il traffico limitrofo che corrode l’anfiteatro durante il giorno,  a favore di uno spettacolo degno di una grande area Europea.
L’esempio di Pompei, ma anche quello di Pozzuoli, sono solo una punta dell’iceberg dei paradisi in Italia, ma la gravissima crisi economica attuale spinge a rammaricarsi con forza di questo indolente lasciar fare.  Quando si potrebbero ottenere tali e tante risorse da finanziare lavoro, ospedali, scuole e magari rendere il turismo il vero petrolio d’Italia.
Infine, a ulteriore conferma, arriva la notizia che da poco è nato CyArk500, progetto dell’ingegnere californiano Ben Kacyra, per “immortalare” per sempre le meraviglie dell’umanità da rischi quali agenti atmosferici, sovrappopolazione e terrorismo. Grazie alla tecnologia laser, ben 500 straordinari siti sono stati “scannerizzati” in 3D al fine di creare perfette copie digitali.  Tra questi Pompei naturalmente.

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