Più vaccini meno web, Gates vs Silicon Valley strategy?


gates-vs-markDa diversi anni Bill Gates, il secondo uomo più ricco al mondo, ha devoluto buona parte dei suoi guadagni alla Bill&Melinda Gates Foundation (Melinda è la moglie) per cercare di aiutare a sconfiggere malattie come la malaria in Africa o assicurare servizi igienici adeguati a milioni di poveri.  La sua sfida è anche di creare, ad esempio, toilette che non necessitano di acqua, così da ovviare alla scarsità della stessa in determinate zone della Terra.   Cosa rende questa già notevole impresa attuale?  Una frase detta dal genio della Microsoft in questi giorni.   Gates ha praticamente dichiarato che tra “le prime 5 priorità” per il mondo, non c’è internet e banda larga per tutti, ma la ricerca di vaccini, cure per malattie e soluzioni adeguate alla povertà.  Sul Financial Times aggiunge: “È certo che amo l’information technology. Ma quando si tratta di migliorare le vite, si ha a che fare con cose più basiche, come la sopravvivenza e l’alimentazione dei bambini”.
Questa presa di posizione va a braccetto, perchè fuori dal normale contesto hi-tech, con quella di Tim Cook che sollecita il governo americano ad approvare norme contro la discriminazione verso l’omosessualità.
A queste sfide sociali di spessore e coraggio si contrappone la visionaria e ultra ottimistica posizione di personaggi quali Zuckerberg di Facebook (volente o nolente tra i bersagli principali della critica di Gates) che progetta città artificiali, caduta di “muri digitali” e un Internet capace di risolvere problemi attraverso la forza della connessione sempre più consolidata e libera.
Dunque la saggezza degli ex “geek” che fanno famiglia e figli e si confrontano con problemi secolari che sbatte contro l’entusiasmo rivoluzionario delle nuove leve hi-tech.   Dura scegliere a quale visione dare maggiore seguito.
A rigor di logica la battaglia condotta da Gates è sacrosanta e comunque ha già permesso a migliaia di persone di vivere in condizioni migliori.  D’altro canto l’assistenza, ultima àncora di salvezza in un mondo con un’economia a pezzi, non va appunto di pari passo con una crescita finanziaria di cui tutti potrebbero godere i frutti.
L’avvento dei social network, in particolare, ha ridotto di molto le distanze territoriali, permettendo anche testimonianze da Paesi in regimi dittatoriali, visibilità a battaglie giuste, proprio come quella della sovra-citata Fondazione e soprattutto ha dato modo a chiunque di affacciarsi verso un mondo diverso dal proprio.   Per rendere meglio l’evoluzione nella comunicazione, si può confrontare la televisione col web.
La TV ci ha sempre mostrato un punto di vista, uno solo, quello dei produttori dei programmi, dei direttori dei telegiornali ecc. ecc.   Oggi siamo noi, con fatica, ad avere la chance di crearci un nostro punto di vista, scevro da imposizioni editoriali.    In pratica c’è una democrazia attiva, che ci permette di adottare una causa, lavorare in Australia, imparare un mestiere o semplicemente confrontare più realtà.
La soluzione?  Equilibrio.   Non perdere di vista le grosse tragedie che colpiscono il mondo, come il paradossale e vergognoso confronto tra la fame in parti del mondo in contrasto all’aumento dell’obesità in quello opulento, senza perdere l’occasione che internet ci sta dando di risollevare un’economia asfissiante che di questo passo renderà poveri anche coloro i quali devono aiutare popolazioni attualmente più bisognose.

dal sito Bill&Melinda Gates Foundation

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