Bill de Blasio sindaco di New York: ‘human touch’ vincente


Bill de Blasio sindaco di NY con la moglie Chirlane McCray
foto da assets.nydailynews.com

Eletto il 109mo major of New York.  Si tratta di Bill de Blasio (nato col nome Warren Wilhelm, Jr.), candidato democratico italo americano capace di sovvertire ogni pronostico e battere in volata qualsiasi avversario, interno al partito e dell’altra fazione.  Di origini per metà tedesche e metà italiane (Sant’Agata dei Goti, provincia di Benevento), de Blasio porta il cognome della madre probabilmente perché i genitori divorziarono quando aveva solo 8 anni.  Ciò che ora tutti si chiedono è come questo gigante dal volto buono sia riuscito in questa incredibile impresa, succedendo a Michael Bloomberg, proprietario di Bloomberg TV , tra gli imprenditori della comunicazione più influenti al mondo.
Parliamo quindi dell’approccio mediatico del personaggio.  L’ultimo gesto prima del voto è stato semplice quanto significativo. Si è mostrato con la moglie Chirlane McCray mentre era in una pubblica lavanderia.  A proposito di Chirlane, il suo impatto sulla campagna elettorale non è assolutamente da sottovalutare.  Su wikipedia si sottolinea il suo lavoro di scrittrice, poetessa, ed esperta di comunicazione, oltre che speech writer per David Dinkins, primo e unico afroamericano sindaco di New York tra 1990-1993.   Un personaggio a tutto tondo, come si suol dire, capace sicuramente di indirizzare verso un’apertura sociale e solidaristica la politica del marito, che eredita una città meravigliosa ma che come tutti gli Stati Uniti affronta una crisi economica devastante.  Chirlane, afroamericana come Michelle Obama, punta a diventare una first lady non solo di presenza, ma di attivo impegno.
Tornando a al vincitore, le prime parole del sindaco vincente – riportate dal Sole 24 ore –  pronunciate durante il comizio celebrativo sono “Non siamo definiti dalla freddezza delle strutture dei nostri grattacieli, ma dal calore e dalla forza del nostro spirito collettivo”.  Un approccio quindi umano, human touch dicono negli States, per non creare contrapposizioni tra i residenti dell’Upper East Side di Manhattam con quelli del Bronx o Harlem.
Ce la farà?  Difficile e troppo presto dirlo ora, ma è forte la curiosità verso un personaggio nuovo della politica, è del 1961, che si appresta a guidare la città che non dorme mai, New York City forte di una vittoria contro l’avversario Joe Lhota con un margine superiore al 70 per cento secondo gli exit poll.

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