Bitcoin, la moneta che non c’era sbarca su eBay


bitcoin Dieci anni fa nasceva sul web il fenomeno di Second Life.  Si tratta di una realtà iper-virtuale, in cui persone in 3D, dette Avatar (termine di derivazione induista che sta per incarnazione), interagivano per incontri, discussioni, simulazioni di progetti architettonici, scientifici e molto altro.  Passato del tempo, questo spazio online non è più tanto diffuso, per tanti motivi.  La lentezza del sistema – che si bloccava spesso creando il fenomeno di stallo detto “lag” –  e la mancanza di una vera e propria finalità d’essere, sono i motivi principali del suo ridimensionamento.  Tra le novità introdotte da questa piattaforma tridimensionale è da ricordare senza dubbio  il Linden dollar.  Si tratta di una moneta virtuale che permetteva transazioni reali, ma solo all’interno di Second Life. Un’innovazione che ha fatto proseliti, se vogliamo usare questa figura retorica, tanto che oggi non si fa altro che parlare del suo “figlio” più illustre, il Bitcoin, divenuto talmente diffuso da essere valutato sul mercato di scambi internazionali.    Nato nel 2009 in questi giorni ha conquistato anche il noto sito di aste online, Ebay, che ha deciso di inserirlo tra le proprie opzioni di pagamento.   Una news che ha fatto schizzare il suo valore sul mercato.  La differenza sostanziale e cruciale rispetto al Linden è che il Bitcoin è utilizzabile per qualsiasi acquisto e in qualsiasi contesto reale, non facendo parte di un circuito chiuso.
Quali potrebbero essere gli effetti dell’espansione di questo strumento di pagamento a livello mondiale per le imprese?  Credo devastanti, nel bene e nel male.  Immaginate un gigantesco “Monopoli”senza più distinzioni tra monete di varie nazioni, ma con un mercato globale retto da un unico controvalore.   Euro, dollaro, sterline o il crescente yuan cinese dovrebbero in qualche modo farsi da parte e trasformarsi in un controvalore transitorio.   Cambierebbe il modo di rapportarci con la spesa quotidiana,  i nostri viaggi, gli investimenti e probabilmente gli stipendi sarebbero sempre di più conferiti in “crediti” spendibili in questa moneta.   Ipotesi fantasiose?  Non credo.   Il Nasdaq, il  mercato borsistico elettronico nato nel lontano 1971, dal 2000 in poi ha vissuto la sua scalata grazie a company quali  Microsoft o più di recente Facebook, Twitter e pare aver superato il suo periodo più critico.  Anzi, nonostante la naturale instabilità di fenomeni societari tecnologici, chi potrebbe oggi dissentire sul fatto che l’economia mondiale si regge sul cosiddetto mondo virtuale?   Dunque, se le maggiori società ai vertici finanziari sono legate a questa realtà,  non bisogna stupirsi se un giorno una moneta nuova sarà al vertice del mercato. Forse si andrà verso una stabilità dovuta al fatto che la situazione economica di Paesi in crisi come l’Italia, la Spagna, il Giappone o l’Irlanda non sarà accentuata dalla propria moneta, ma, magari, compensata dalla forza di altre nazioni.   Il tutto bilanciato dalla moneta mondiale di riferimento, il Bitcoin appunto.

nasdaq

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