2013: un anno visto mediaticamente


2013-LOGOL’anno che sta per finire sarà ricordato in Italia come altrove per il tentativo di riaddrizzare la rotta economica della maggior parte delle nazioni.  Persino la Cina, locomotiva economica del decennio, inizia a confrontarsi con problemi di questo tipo.  Tuttavia 365 giorni non si possono sintetizzare con un trend, ma proviamo a elencare ciò che ha accompagnato e spesso impresso un suo marchio ai media.

  1. 11 febbraio – Papa Benedetto XVI, Joseph Aloisius Ratzinger all’anagrafe, annuncia le sue dimissioni dall’incarico di pontefice.  Un evento clamoroso, sconvolgente per i cattolici ma incredibilmente stuzzicante per chiunque viva i grandi eventi storici della comunicazione.  A svelarne le intenzioni è stata una giornalista italiana dell’Ansa,Giovanna Chirri, che durante un concistoro in lingua latina ha colto immediatamente la dichiarazione di dimissioni, facendola circolare in pochi minuti in tutto il mondo.  Ai tempi dei grandi social network gli studi classici e l’intraprendenza hanno dimostrato di saper premiare ancora.
  2. 4 marzo – Un incendio divampato nella notte distrugge completamente  Città della Scienza, luogo simbolo del tentativo di rendere Napoli una realtà all’avanguardia nell’ambito scientifico e della ricerca tecnologica.  Qui, dopo un iniziale cordoglio, ci si è trovati di fronte alle contraddizioni di uno spazio dall’intento lodevolissimo ma dall’altrettanto scarso ritorno di immagine.  C’è voluta infatti un’intervista al Mattino di Napoli del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per accendere i riflettori nazionali su questa vicenda.   Ancora una volta gli strumenti della comunicazione sono stati trascurati per anni e il triste evento ha amplificato l’incapacità di fare vero network del capoluogo campano.  Il 20 aprile seguente, Napolitano, a fine mandato, viene rieletto a sorpresa, portando alla seconda clamorosa anomalia dell’anno.  Dopo il papa in pensione anticipata, il presidente “raddoppiato”.
  3. 13 marzo 2013 – Con una velocità quasi da record, il Vaticano elegge il nuovo pontefice, papa Francesco, all’anagrafe Jorge Mario Bergoglio, argentino di origini italiane.  L’impatto mediatico è a dir poco devastante.
    Tra dichiarazioni d’apertura verso le cosiddette diversità, l’avvio di commissioni interne per il miglior controllo dell’attività della Chiesa e la pubblicazione, per la prima volta, del bilancio della banca Ior vaticana, la nuova guida religiosa sembra aver immediatamente afferrato il sentore spaesato dei fedeli.   Persino telefonate a privati e piccole donazioni a bisognosi richiedenti hanno caratterizzato l’inizio del suo  mandato.  Bisognerà vedere col nuovo anno quanto durerà la “luna di miele” coi media.
  4. 10 giugno – Edward Snowden rivela le attività del governo statunitense e britannico, facendo emergere una rete di controllo capillare e mondiale dei servizi segreti su email, telefonate, sms e quant’altro, persino di rappresentanti politici di spicco.   La stampa italiana ha definito il caso “datagate”, con dirette reminiscenze col più famoso watergate di nixoniana memoria.   Al di là delle proprie posizioni sulla vicenda, resta il fatto che si è aperta una finestra sulla comunicazione globale che mostra quanto la nuova Era mediatica sia piena di contraddizioni, tra grandi libertà sul web in contrasto con l’enorme capacità degli Stati di “curiosare” sulla vita e attività personali di ciascuno di noi.
  5. 17 settembre – La Costa Concordia, nave da crociera infaustamente naufragata presso l’Isola del Giglio  più di un anno prima, viene rimessa in asse dopo un giorno intero di lavoro.  Telecamere collegate per tutto il tempo hanno monitorato il ripristino con un’attenzione spasmodica dei media di tutto il mondo.   Un momento che ha fatto, pur parzialmente, riscattare l’immagine dell’Italia nel mondo, dopo il gravissimo danno materiale dell’affondamento.
  6. 5 dicembre – Un evento di natura mondiale avviene il 5 dicembre.  Muore a 95 anni Nelson Mandela.  Icona universale della lotta per i diritti del Sudafrica, della lotta al razzismo (apartheid), consegnato definitivamente alla leggenda dal film Invictus in cui il leader africano fece forse il suo vero capolavoro diplomatico.  Dopo 27 anni in galera, da Presidente del Sudafrica ebbe la geniale intuizione di appoggiare la propria squadra di rugby nella competizione mondiale che si disputava proprio nel suo Paese nel 1995.  Esattamente un anno dopo la sua elezione nella prima competizione politica democratica.  Uno sport, il rugby,  una volta di pertinenza dei “bianchi”, divenne attraverso la vittoria nella finale allo Stadio Ellis Park Johannesburg uno spot all’abbraccio interrazziale, sancito dalla stretta di mano tra il capitando degli Springboks, Francois Pienaar, con Madiba stesso.

    Su questa scia d’intenti auguriamoci un 2014  ricco di grandi traguardi personali e condivisi.  

Nelson Mandela con Francois Pieenar capitano Springboks

Nelson Mandela con Francois Pieenar capitano Springboks

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