Categorie dello spirito 2.0: rivelazione della specie


categorywebCi sono svariati modi di vivere il web, uno spazio dove, quasi all’ennesima presenza, ognuno cerca di esprimere i propri sentimenti, pensieri, esigenze o recriminazioni polemiche.  Ecco una lista non completa, ma da arrotondare, dei tanti personaggi in rete.

LURKER – Si tratta di quei tanti navigatori iscritti a mailing list o che fanno parte di social network, community o affini luoghi di interazione, che però assumono un comportamento che si può definire passivo.  Leggono tutto di tutti, anche i commenti dei post altrui, ma non partecipano mai, e poi mai, alle conversazioni.  Come identificarli?  Quando capita di incontrarli e sanno perfettamente cosa hai mangiato lo scorso week end oppure quando lasciano (sporadici) commenti in cui si evince che sanno un bel pò delle puntate precedenti.

GEEK CHIC – Sono la nuova generazione degli occhialuti esperti di sistemi operativi.  Non sono più semplicemente geek, smanettoni della rete capaci di risolvere ogni problema, ma ora se la godono, soprattutto se sono riusciti a rendere il web una fonte di ricchezza.  Personaggio di riferimento?  Mark Zuckerberg, ça va sans dire.

CATASTROFISTI E METEO APPASSIONATI – Termini ora coniati per definire chi è letteralmente ossessionato da eventi che capitano, raramente, spesso a migliaia di miglia di distanza. In particolare in caso di terremoti, tsunami o fenomeni di macro dimensioni.  Capaci di aggiornarti ogni 10 secondi su qualsiasi cosa succeda, tenendo alta l’asticella della tensione, che, giocoforza, scende col passare del tempo (e dei post a raffica).  A questi si aggiungono gli studiosi di global warming che però non si accendono “ad occasione”, ma spesso sono spinti da studi di settore e ricerche approfondite.  Chi ha reso questa categoria influente e famosa è in primis Al Gore, ex vice presidente degli Stati Uniti d’America, le cui battaglie contro l’inquinamento hanno spinto ad adesioni da tutto il mondo.

TROLLERS – Questi sono i più difficili da rintracciare, perché, come gli originari personaggi mitologici scandinavi cui si identificano, sanno ben mimetizzarsi. Chi sono? Tutti coloro che entrano a piè uniti in una conversazione con l’unico, o quasi unico, intento di attaccare chi ha inserito il post.   Sono diventati famosi, anche nel frasario politico grazie a Beppe Grillo, che ha addirittura preparato un prontuario di difesa dal “genere”L’unico errore semantico commesso dal neo politico è quello di definirli “troll”, dal verbo to troll inteso come insinuare, insultare con o senza motivo specifico.

Queste alcune delle nuove categorie di internauti, ma il numero, come facile immaginare è di gran lunga più alto.  Resta sempre il solito dubbio. Cosa spinge a questi, pur legittimi, comportamenti?  Il desiderio di esprimersi o di farsi notare?  In un mio blog passato affrontavo il problema della netiquette, strettamente correlato ai nuovi comportamenti da assumere su Internet.
E in questo universo rumoroso della rete il rischio è quello di affossare le proprie reali opinioni e intenzioni a favore di espressioni compiacenti o volutamente provocatorie atte unicamente a farsi notare.

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