Ecco perché La Grande Bellezza ha vinto l’Oscar come miglior film straniero


lagrandebellezzaStanotte da Los Angeles, California, si rinnova il rito della consegna degli Oscar per il cinema statunitense per l’edizione del 2014.
Dopo gli oramai vecchi La vita è bella di Roberto Benigni (1999) e “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores (1992), quest’anno c’è la concreta possibilità che un film italiano torni finalmente a vincere il premio per miglior film straniero.  Mi spingo in avanti con la consegna e prevedo una vittoria finale pressocchè certa del candidato italiano La Grande Bellezza.
Dopo aver già riscosso i premi anglosassoni più ambiti, Il Golden Globe americano e il Bafta, oscar Inglese e soprattutto dopo la sconfitta ai recenti Cèsar Francesi, il risultato mi sembra quanto mai molto probabile.
La regia di Paolo Sorrentino, un altro napoletano dopo Salvatores, è un marchio di fabbrica che nel tempo ha saputo creare un suo stile riconoscibile.
Non essendo critico cinematografico, pur amandone l’arte, mi limito a ipotizzare alcuni motivi legati alla comunicazione tra gli Usa e l’Italia che spieghino perché questa pellicola piaccia così tanto sia alla critica che al pubblico, come dimostrano i botteghini.

Magnificenza – Tra i motivi che hanno affascinato quel popolo c’è proprio il senso di grandeur decadente. L’idea di un “impero” pur in fase di grave disagio, etico ed economico, attira chi per anni, e forse ancor oggi, si illude di essere il barometro della realtà mondiale.

Roma città eterna – Non esiste turista, viaggiatore o professionista made in Usa che non sia rimasto a bocca aperta dinanzi alla nostra Capitale.  Città unica al mondo nell’unire la grande dimensione (familiare agli americani) a una storia talmente possente da resistere nei millenni.  La dolce vita di Fellini è un accostamento che ci sta su questo elemento.

Modernità e ricchezza – Dopo esperimenti disastrosi quali il film di Woody Allen “To Rome with love” e l’altro  “Eat, pray and love” con Julia Roberts, che soggiacciono miseramente negli stereotipi italo-americani sul nostro Paese, qui siamo di fronte a un racconto che fotografa una vita di eccessi, lusso, deca-dance notturna e desiderio di grandezza svilite già al mattino dopo.  Essendo poi loro i maestri nella creazione di sogni e nello sviluppo di racconti sempre in bilico tra grandezza e tracollo.  Basti citare solo alcuni loro grandi successi quali il Falò delle vanità, la Leggenda del re pescatore, Titanic, Quarto potere o il recente The Wolf of Wall Street.

Dunque non dobbiamo fermarci alla banale domanda: “E’ davvero il miglior film di Sorrentino?”, ma su quanto la forza di questo suo impianto narrativo, unito alle interpretazioni di attori quali Toni Servillo, vero autore materiale del successo, Carlo Verdone, Isabella Ferrari e tanti altri, siano riusciti a dar vita a un prodotto di qualità, attraente e, si perdoni la prosaicità, vendibile.  Sì vendibile.
Perché se riuscissimo sempre a trovare un compromesso tra creatività e congruità economica, in ogni settore lavorativo, avremmo, e magari avremo, molti meno motivi per preoccuparci e molti di più per “spolverare” un sano orgoglio di essere Italiani.   Che vinca o no, La Grande Bellezza ha già trionfato.

Ecco un estratto esemplare, intitolato la vocazione civile

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...