In Italia si legge troppo poco, ecco perché bisogna farlo



Crollano i dati relativi all’acquisto e alla lettura di libri in Italia tra il 2011 e il 2013.  Il 6 per cento in meno di lettori (dal 49 al 43 per cento) e il 7 per cento in meno di acquirenti (dal 44 al 37).  Il fatto che si legga più di quanto si compri, mostra l’aumentare del BookCrossing, il prestito di libri, che rende sempre più palese la crisi economica di questi tempi.  A questo si aggiunge che a farlo sono molto di più al nord (con picchi al nordest) che al centro-sud.
I maggiori lettori sono laureati e benestanti e metà dei nostri connazionali non legge nemmeno un libro in un anno. I dati sono del centro ricerche Nielsen e fotografano una realtà abbastanza depressa.
Parlare di comunicazione ignorando realtà del genere, significherebbe non tener conto di come l’attenzione spasmodica verso la banda larga o veloce rischia di mettere in secondo piano il lento processo di trasformazione in banda di ignoranti di un Paese intero. Si parla sempre dell’importanza di leggere, discorsi che magari da ragazzi tendevano a annoiarci.  Cerchiamo di focalizzare alcuni motivi per cui anche oggi è fondamentale farlo.

Costanza e abnegazione – Leggere un testo intero è un esercizio che richiede il one-tasking.  La capacità cioè di focalizzare un solo elemento, lasciando da parte ciò che ci circonda.
Che sia un libro cartaceo o via tablet, la lettura esclusiva insegna da sè a concentrarci verso tre obiettivi:  finirlo, capirlo e metabolizzarlo.  Nella scuola, come in qualsiasi lavoro che si intraprende, i frutti, soprattutto in questi anni, saranno evidenti. Poichè si acquisirà inconsapevolmente la capacità di seguire un risultato da raggiungere senza lasciarsi sviare da “disturbatori” onnipresenti (smartphone, TV, email, chat ecc.).

Imparare e immagazzinare nuovi dati –  Il “software umano”, esattamente come quello di un computer, passato un certo tempo diventa obsoleto e va aggiornato. Ecco, leggere, scegliendo con cura cosa, dà modo di rinfrescare le proprie idee, convinzioni e strade da percorrere. Come? Arricchendo il tuo archivio, che non è fatto di sole nozioni.  A New York alcuni anni fa, ma forse anche ora, andava di moda fare citazioni in latino per mostrarsi acculturati e un pò chic. In una città così multi-etnica, condividere una conoscenza antica era un modo per cambiare le proprie forme espressive e intrigare l’interlocutore. In realtà non è una semplice moda, ma un approfondimento capace di svecchiare la comunicazione.

Capire l’importanza del soffermarsi – Tutto sembra non avere pausa, e la sua cartina di tornasole più esemplare è il social Twitter. Dinamico, sintetico coi suoi 140 caratteri mai sufficienti, che se non aggiorni ogni 5 minuti ti intasa la pagina di post che non leggerai mai del tutto (per la naturale tendenza a consultare solo gli ultimi).   Le decisioni più importanti vanno sempre invece ponderate, soppesate e ragionate.  Il mondo libro ha l’indiscusso merito di creare un ambiente favorevole a questo approccio di vita e a far capire che dedicare del tempo a un approfondimento del genere non ti fa perdere nulla rispetto alla vita social, ma anzi ti arricchisce di munizioni nuove ed esclusive che solo tu potrai utilizzare quando ti reimmergerai in altri contesti.  Con uno scudo che ti renderà impermeabile allo spam comunicativo e forse fornirà la capacità di innovare in un Paese immalinconito dalla crisi economica come il nostro.

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