Harvard spiega la storia di Apple a fumetti


mac_harvardRicordo alcuni anni fa un esperimento molto interessante fatto per divulgare la conoscenza del teatro.  Eduardo De Filippo , maestro del genere, venne reso in fumetto per renderlo più fruibile alle nuove generazioni.
Di queste ore è la news che la prestigiosa Harvard University di Cambridge, USA, ha deciso di far qualcosa di simile per raccontare una delle imprese, dal punto di vista aziendale e metaforico, maggiori che si ricordi lì: la nascita, crescita e diffusione del brand Apple, attraverso le figure dei suoi fondatori Steve Wozniak e il compianto Steve Jobs.  Come spiega efficacemente il blog del
The Wall Street Journal , si è voluto in questo modo realizzare un “viaggio” in uno dei racconti che meglio descrive la definizione di American dream.
Quello che interessa maggiormente in questa idea è la trasposizione “comics” di una case history di cui, soprattutto i ragazzi, conoscono solo gli effetti.  Milioni di americani e non vivono col proprio iPhone, iPad, una volta con l’iPod nelle orecchie e, soprattutto la vasta gamma di computer dell’impero di Cupertino, senza rendersi conto della rivoluzione cui ha dato vita questa company.
Seguendo i chiari segnali della nostra, italianissima Olivetti, la Apple è stata anche la prima azienda a dare importanza all’estetica dei suoi prodotti, colorandoli e costruendoli in modo unico e riconoscibile.
Nel tempo, insieme alla grande crescita tecnologica, è riuscita a rendere questi strumenti di uso quotidiano. Oggi, con l’avvento del tablet, non c’è persona, o son poche, tra i 15-50 anni che non è quasi sempre connesso o con mezzi tecnologici al proprio fianco.
La mia opinione è che è giusto raccontare questa storia con un taglio diverso, e anche il manga può servire.  Poichè la vera rivoluzione compiuta è stata appunto quello di far familiazzare un pò tutti con il mondo digitale, aprendo la strada a quello che è oggi l’uso di internet.
Senza questa company, pur con i suoi pro e contro, si può dire con certezza che la diffusione mondiale della rete sarebbe andata molto più a rilento, ritardando l’evoluzione oramai ineluttabile della cosiddetta Net Generation. La fonte delle vicende raccontate nel fumetto è nello studio scritto ad Harvard dal titolo Apple’s Core.

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