Niente più email o chiamate fuori dal lavoro: la Francia stupisce


francia_noSMSIn un periodo in cui qualsiasi argomentazione politico-economica è declinata in senso di crisi, disoccupazione e ricerca a tutti i costi di nuove soluzioni, i nostri cugini transalpini lanciano quella che potrebbe essere più di una provocazione, ma un cambio di rotta.  Un accordo nazionale tra due importanti sindacati, che riguarda anche le divisioni francesi dei dipendenti Google, Facebook, Deloitte e altri colossi tecnologici, prevede che i lavoratori non siano costretti a dare la propria disponibilità a essere contattati oltre l’orario di lavoro.
Oggi attraverso SMS, social networks e la cara “vecchia” email, è sempre maggiore il sottile legame tra impresa e dipendente. Si impone dunque un cambio reale alle abitudini consolidate di molte company.
Inoltre, si prevede che le aziende non facciano pressione affinché dopo le solite 18 qualcuno possa disattendere questa nuova regola. Milioni di persone avranno così modo di tornare a casa, svestirsi dai panni lavorativi e fondamentalmente staccare la spina.
Come si concilia questa iniziativa con la situazione attuale?  Si potrebbe, anche giustamente, obiettare che facendo così si dà ai concorrenti, soprattutto stranieri, la possibilità di guadagnare ore di vantaggio sull’operato altrui. Facciamo due esempi opposti per cercare una via di mezzo utile per il futuro.
Partiamo dal Giappone, una nazione che negli anni ’80 deteneva lo scettro della tecnologia d’avanguardia. Si parla di fenomeno karoshi per descrivere il drammatico primato per “morte per eccesso di lavoro”, come quel termine sta ad intendere. Paese stupendo, che però ha pagato alla lunga l’incapacità di conciliare i doveri della produzione con la necessità di riprendere fiato. Ricordo addirittura che tempo fa uscì la notizia che le imprese cercavano di incentivare in tutti i modi l’uso delle ferie, che restavano intonse, abbandonate.
Un approccio adeguatamente produttivo, ma con effetti meno devastanti, lo si deve oggi soprattutto grazie alle nuove generazioni di imprenditori, che hanno adottato modalità del tutto differenti di approccio lavorativo.   Proprio Google e Facebook, qui citate come tra le imprese “colpite” dalla posizione francese, sono tra le più attive nel cercare di trovare il modo di stimolare i dipendenti, lasciando loro modo di esprimersi senza perdere di vista l’amor proprio.
Campus appositi, spazi per asili nido, libertà di azione nel proprio ambito di competenza e adeguati incentivi, sono i mezzi coi quali si cerca di raggiungere il top non a scapito di chi contribuisce quotidianamente. Il lavoro come base e strumento di una vita migliore, non vite sacrificabili a quello che una volta, ideologicamente, si definì l’altare del profitto.


 

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