Start up sociali, il nuovo trend


emoticon_newOgni giorno, o quasi, i media parlano del fenomeno delle start up, compagnie nuove, rampanti e tecnologicamente all’avanguardia, alla ricerca di fondi per sviluppare in modo concreto idee innovative. Qui di sotto alcune iniziative che non hanno più il solo intento di produrre guadagni, ma di dare una svolta sistemica al concetto di solidarietà e miglioramento della vita delle persone.

Emoticon anti razzismo – Proprio in questi giorni si discute molto del gesto compiuto da un giocatore di calcio del Barcellona, Dani Alves, che ha raccolto da terra una banana lanciata dal pubblico e l’ha mangiata in parte per ribattere all’intento denigratorio del tifoso avversario.  Un’azione che ha generato campagne di solidarietà. E la Oju Africa, azienda con sede nelle Mauritius, è stata la prima al mondo a progettare  simpatiche faccine di colore, capaci di far condividere sempre di più l’idea di un mondo globalizzato. I download sono già stati 16mila, la maggior parte dagli Stati Uniti.

Esercizio Vita – L’Italia non è assolutamente da meno, anche se con margini di crescita ancora molto ampi.  Secondo gli ultimi dati, su 1968 start up in Italia, almeno 63 sono dedite a fini sociali.
Tra queste Esercizio Vita appunto, che con lo slogan “Il movimento è un bisogno…l’esercizio è vita” ha dato inizio a veri e propri stage per promuovere il movimento, lo sport e l’esercizio in generale per chi è disabile o anziano. Una cooperativa sociale ONLUS dotato di una palestra dedicata e un centro di attività motoria adattata dedicato e completo di palestre attrezzate e funzionali.  Il 25 per cento di Irpef e il 27 per cento sull’Ires: a questo ammonta il risparmio per chi investe in questo settore sociale.

PubCoder e Fluentify – Da Torino vengono poi due iniziative davvero interessanti.  PubCoder è un’applicazione desktop, inserita dalla Apple tra quelle consigliate per chi ama l’editoria, che permette di creare libri digitali interattivi senza essere sviluppatori; è dedicata ai grandi editori e ai singoli self-publisher, come afferma il suo ideatore Paolo Giovine (nomen omen) su PianetaEbook durante il Salone Internazionale del Libro di Torino.
Poi c’è Fluentify una piattaforma online capace di mettere in contatto con ben 70 tutor madrelingua, così da perfezionare la conoscenza di una lingua straniero. Nata a Parigi, cresciuta a Londra ma dal cuore italianissimo.

Campus for Moms – Da Tel Aviv si promuove invece una brillante idea dedicata interamente alla creazione di mamme-start up.  Si chiama Campus for Moms e in un’atmosfera “kid friendly” permette loro di approfondire conoscenze e tecniche per la creazione di imprese del genere.  Un’iniziativa condotta dall’imprenditrice israeliana Yazamiyot, esperta del settore, in collaborazione con Google.

Insomma, c’è sempre più vita su start up, fidatevi…

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