La Neurolinguistica: coaching sul ruolo del leader nell’impresa


Claudio BelottiLe dinamiche della nuova economia stanno evolvendo a velocità siderale. Si prevede che tra non molti anni la conoscenza, intesa anche come capacità di innovare, raddoppierà ogni sei mesi. Quello che una volta era possibile in decine di anni, nel tempo s’avvera a velocità quasi ingestibili.  Tempo fa parlavo di Big Data e di come la conoscenza e accumulo di dati possa addirittura aiutare a predire il futuro, ora parliamo di un ulteriore aspetto della nostra evoluzione.
Ad aggiungere un nuovo tassello è Claudio Belotti, bergamasco,da oltre 20 anni impegnato nella nuova frontiera del coach e tra i massimi esperti di neurolinguistica (PNL). Cos’è questa disciplina?  Probabilmente la si può spiegare parafrasando il “Content is the king” dei nuovi imprenditori o il sempre verde adagio “Le parole sono importanti”. Questa branca del sapere si concentra infatti sull’uso consapevole dell’interazione dialogica, mostrando quanto parlare in modo convincente non è un’arte di supremazia o sopraffazione psicologica, ma un cammino, quasi maieutico, verso risultati d’eccellenza e di reciproca soddisfazione.  La PNL, programmazione neurolinguistica, studia infatti le dinamiche della comunicazione, in base alle reazioni cui il nostro cervello è continuamente esposto.  A cosa può anche portare questo percorso? Alla definizione e individuazione del profilo del Leader all’interno di un contesto aziendale.  Di questo Belotti ha parlato in una conferenza tenutasi presso l’Unione Industriali di Napoli, alla presenza del gruppo dei giovani imprenditori, dal significativo titolo “Leadership, istruzioni per l’uso”.  Il vero “capo” non è colui che dice “armiamoci e partite”, ma un uomo, o donna, capaci di coinvolgere, farsi seguire e spingere al sacrificio per il bene comune.  Come afferma il trainer “Il leader non dorme fino all’alba per cercare soluzioni ai problemi è su cui si ripone la fiducia incondizionata dei suoi dipendenti, perché sanno quanto le sue scelte siano dirette al bene dell’impresa”.   Cita l’esempio di Renzo Rosso, il deus ex machina della marca di jeans Diesel, capace di ritirare parte dei suoi prodotti in alcuni Paesi perché la scelta non sarebbe stata in linea con la sua idea di impresa.  I suoi jeans “asimmetrici” sono riusciti a conquistare gli USA.  In pratica, come se la Moretti diventasse una star in Germania.   “Rosso – afferma Belotti- sin dalla scuola diceva che avrebbe compiuto questo miracolo, aveva un’idea chiara già all’epoca”.  Su che principi deve fondarsi il rapporto tra un leader e chi ne segue i passi?  Il confronto, il dissenso costruttivo di pietre ruvide da cui far scaturire il fuoco del risultato è tra i cardini.  Ma anche la capacità di essere chiaro e onesto sul contesto generale.  Belotti sottolinea come “Rudolph Giuliani non verrà ricordato per quello che dovrebbe, aver cioè “ripulito New York” dalla criminalità, ma come un leader capace di tranquillizzare i cittadini nell’immediato periodo seguente all’11 Settembre”.  Il sindaco – prosegue Belotti – in una accorata conferenza stampa dichiarò senza mezzi termini che loro non erano affatto preparati a una cosa del genere e che non sapevano in quel momento come agire, ma che tutti i maggiori capi della sicurezza, dei vigili del fuoco e lui in prima persona avrebbero trovato una soluzione.  Risultato? Manhattan evacuata con ordine e senza panico, sancendo l’inizio della ricostruzione dalla catastrofe”.
Molto interessante poi la descrizione di quelli che alcuni definiscono gli “ormoni della felicità”.  Tra questi, colpisce l’importanza e la positività accreditata alla Serotonina e all’Ossitocina.  Quest’ultima, espressa in grandi dosi nelle donne in gravidanza, può prodursi anche in team affiatati.  Il coach ha fatto infatti l’esempio dell’abbraccio dei giocatori prima delle partite, un contatto fisico che “imprime” ed esprime fiducia l’uno nell’altro, stimolando a dare il meglio per il raggiungimento del risultato.  La serotonina invece è stata lodata per la sua capacità di regolare il ciclo sonno-veglia e la sazietà alimentare.  Uno stato che aiuta sicuramente nella lotta quotidiana.   Belotti infine “diffida” dall’eccesso di produzione di Dopamina, ormone che può spingere a cercare di raggiungere risultati a ogni costo, anche facendo ignorare il bisogno di alimentarsi, producendo così pericolose alterazioni del normale metabolismo e causando, addirittura, forme di addiction (dipendenza patologica).

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