La rete, come la conosci, ha i giorni contati


Internet_futureSembra impossibile immaginare un futuro diverso dal punto di vista tecnologico, rispetto a ciò che osserviamo quotidianamente.  Alzarsi, accendere il modem, connettersi, controllare la posta e i social network mentre prepariamo il caffè.  Uno scenario abbastanza comune per i Millennials (nati tra gli anni ’80 e il 2000), o per chi vive la rete aggiornandosi.  Dimentichiamo  però per un secondo questo approccio e immaginiamo cosa potrà accadere nel prossimo futuro.

Da IoT a IoE – Una siglia breve, concisa, ma che nasconde un mondo di nuove realtà. IoT sta per Internet of Things, l’internet delle cose, che già oggi mostra passi da gigante, in particolare verso quella che sarà la casa del futuro, e non solo.  In questi giorni il gigante Hi-Tech TESLA, il cui nome è in onore e sulla scia del grande, visionario omonimo inventore Serbo, ha annunciato di aver creato pareti, per casa o ufficio, capaci di convertire energia solare in energia elettrica, così da fare da home-battery per tutti i propri strumenti elettronici in modo costante ed economico. Il progetto si chiama Powerwall ed è stato presentato alcuni giorni fa da Elon Musk, fondatore di Tesla. Grazie a questa tecnologia, unita ai progressi nella velocità di ricarica, non staremo più a cercare (si spera) dove introdurre la spina, ma i dispositivi si caricheranno in automatico. Questa innovazione e la crescita delle stampanti 3D con cui potremo ricostruire ogni oggetto di casa, o quasi, spingono a pensare che in realtà già stiamo passando dal Iot al IoE, Internet of Everything, un mondo in cui l’energia la farà sempre più da padrona, con i suoi pro e contro.

Driverless car –  Sempre Tesla, insieme a Google, Uber, Mercedes e persino il colosso nipponico della Sony, stanno lavorando quotidianamente alla creazione di vetture senza pilota, capaci di trasportarci in tutta sicurezza e tranquillità senza guidare.  All’inizio sembrava una sperimentazione in parallelo al successo dei droni, ma l’interesse di questi grandi gruppi non fa che presagire un futuro in cui una buona fetta del mercato sarà di queste vetture.   In fondo già oggi ci sono pubblicità di auto che esaltano la capacità di parcheggio in automatico, quasi a far abituare i consumatori a questo salto di qualità.  Aumenterebbe così il controllo da remoto, della rete, sulla nostra direzione, velocità, scelte di strade e possibilità di arbitrio.  Staremo a vedere.

Net Neutrality – Pur parlandone alla fine, si tratta della realtà più importante, che, anche se spesso ignorata dai media italiani, rischia di diventare il vero “digital divide” per chi si informa, interagisce o acquista online. Grandi colossi (motori) della ricerca sono spesso sotto la lente di ingrandimento della legislazione dell’Unione Europea, più che statunitense, per il modo con cui sembrano indirizzare le ricerche verso un prodotto rispetto ad un altro. In un mondo in cui se cerchiamo termini come hotel, case, ristoranti indiani, determinate realtà saranno presenti più di altre nella prima pagina di risultati, iniziamo a comprendere che la casualità ne è l’ultimo dei motivi.
Non solo capacità di SEO (utilizzare parole chiave per avere più traffico) ma anche acquisto di spazio pubblicitario già oggi incidono, figuriamoci quindi se in futuro si deciderà la fine della Net Neutrality.  Questa “regoletta” la potremmo definire la bandiera mondiale della libertà dei geek.  Prevede infatti che tutti possano avere lo stesso accesso e velocità di trasmissione online dei propri dati.  Se invece venisse meno, potrebbe succedere che il tuo blog o negozio online di profumi su internet non avrebbe più la stessa presenza o velocità di apertura e fruizione del cliente-follower, rispetto ad altri giganti del settore.  Perché questi avrebbero la possibilità di comprare una broadband personalizzata più veloce, scavalcando i competitor più piccoli.   Internet.org , la piattaforma fortemente voluta da Mark Zuckerberg con lo scopo dichiarato di aumentare la possibilità di fornire internet gratis ai Paesi in via di sviluppo, è già una bozza di uno spazio web autonomo, “proprio”, che viaggia su un binario veloce e dalle grandi prospettive di crescita.  Ma chiamare un sito web col nome “Internet” non potrebbe far presagire il desiderio di sviluppare uno spazio separato e magari privilegiato rispetto all’attuale rete?  Se sia un bene o no, sarà la storia digitale a dirlo.

 

 

 

 

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