Platone, la caverna e la web conoscenza


giovaniLeggendo il titolo di questo articolo, si potrebbe pensare a un ragionamento lontano, intellettualoide e vagamente snob sulla cultura 2.0. Il fine invece vuol essere quello di giungere ad una conclusione: tutti i fenomeni sono ciclici, persino la comunicazione in rete parte da lontanissimo, con pregi e difetti da cui difendersi.
Platone è stato uno dei filosofi più “pop” tra quelli dell’antica Grecia, se mi è concesso l’aggettivo, perchè pur con un pensiero molto strutturato è riuscito a essere tra i più graditi ai ragazzi.  Seguace di Socrate, utilizzava come metafora del sapere il mito della caverna. Immaginava degli uomini incatenati dall’infanzia all’interno di una caverna sotterranea. Vicino, solo un fuoco acceso che attraverso una parete mostrava loro le ombre distanti e imprecise di cosa accadeva fuori.  Quelle strane sembianze per loro rappresentavano la realtà. Solo alcuni di loro, che amavano la libertà, con tutte le forze riuscirono a liberarsi e a uscire dalla caverna, scoprendo con stupore che il mondo aveva tutt’altra luce, anche accecante per chi ha vissuto per anni nel buio.

La metafora è abbastanza chiara e sta a significare che il conformismo e il sapere “mediato” non aiuta a darti una visione concreta di quello che ci circonda e che quindi bisogna impegnarsi per essere presenti nel proprio mondo.
Trasliamo questo racconto e immaginiamo che “gli uomini delle caverne” siano coloro che vivono esclusivamente in rete.  Tantissime conoscenze virtuali, alcune “vere”, altre nate nel tempo, altre ancora recuperate da un passato che sembrava sepolto.
Ecco, un uso esagerato del web come media del quotidiano potrebbe avere effetti simili a quelli prefigurati dal filosofo greco.platone
In un futuro neanche troppo lontano, le nuove generazioni potrebbero conoscersi per la maggior parte dei casi prima in rete e poi in vita, ma non solo.
Potrebbero apprendere news, vedere città, nazioni, piatti da mangiare, musei e quant’altro sempre attraverso la lente online.
Il web è una risorsa meravigliosa, non fraintendiamoci.
Permette di accorciare i tempi e vivere nuovi spazi, anche remoti, sia geograficamente che di conoscenze.
Tuttavia va sempre tenuto vivo il punto di vista personale, che va costruito con l’esperienza più diretta possibile.
Perché il proprio modo di vedere le cose attorno deve confrontarsi su quello che il mondo reale ci mostra nei fatti, nel modo più duro o piacevole che sia, ma vero e oggettivo al nostro cospetto.

 

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