Il Futuro in continuo (Re)moto


edited1Come ogni anno, Città della Scienza, nonostante i problemi legati alla sua rinascita, organizza a Napoli Futuro Remoto, un’esposizione davvero singolare, in cui vengono esposti stand tematici di vario genere. Il tema dominante di quest’anno sono le frontiere, intese anche come ostacoli da superare. Tra studi sulla coltivazione hi-tech dei terreni, spazi dedicati a enti aerospaziali e persino spazio per la Kinder (un po’ sui generis questa scelta) mi sono imbattuto in uno studio cybernetico della virtual reality.
Santa Iachini, docente presso il Dipartimento di Psicologia,Unina2,Napoli, ha condiviso con me il progetto del Laboratory of Cognitive Science & Immersive Virtual Reality,  che si sta portando avanti dal 2008 in collaborazione col dipartimento di Architettura, con vari aspetti e finalità.  Incentrandosi, ad esempio, sia sulla terapia psicologica, che sulla ricostruzione in 3D di beni architettonici di interesse comune.  Proprio in questi giorni che si celebrano le giornate del FAI, che fanno emergere l’esigenza di preservare beni anche archeologici per mantenerli in vita per le future generazioni.  Basti pensare alla vicenda della città siriana Palmira, con archi secolari distrutti per sempre, per capire quanto una ricostruzione in 3D di queste realtà inizi a diventare esigenza primaria di questi tempi.-
Ho voluto provare in prima persona i speciali occhiali a cui stanno lavorando, che mi hanno catapultato all’interno di una sala di un museo, dandomi modo di avanzare con un pulsante e vedere l’ambiente circostante muovendo la testa. Molto realistico l’impatto, tanto da riuscire a isolare da una agorà affollata come piazza del Plebiscito di Napoli, imentre molte persone si aggiravano tra gli stand. L’effetto finale è quello di aver partecipato a qualcosa di non reale, di cui resti conscio durante la prova, ma comunque capace di isolarti dall’esterno.
Molteplici potrebbero essere i futuri utilizzi del sistema, oltre quelli esposti in questo progetto, come già accade per simulatori implementati per la guida nella Formula 1 o anche semplicemente per insegnare primi passi di una professione prima di concretamente affrontare le difficoltà del primo impatto, in una fabbrica, come in un ospedale. Per non parlare per le riabilitazioni fisiche.  Stiamo a vedere.

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