Mestieri che scompaiono o si rigenerano in rete?


LavoriSpesso i media amano parlare, soprattutto quelli tradizionali, di un rischio Armageddon che incomberebbe sul molte attività professionali: quello, cioè, di scomparire per sempre. Proviamo a rivoltare questo concetto per comprendere la veridicità di questo allarme.  Per molti anni si è utilizzata la piramide di Maslow per comprendere le necessità dell’uomo, che vanno dai bisogni primari (di sostentamento, respiro ecc.), a quelli sviluppati nel tempo (dal riconoscimento sociale, alla stima alla auto-realizzazione). Tra il 1943 e il 1954 lo psicologo statunitense Abraham Maslow realizza questo concetto di “Hierarchy of Needs” (gerarchia dei bisogni o necessità), che ancora oggi appare valido per le sue finalità.  Che c’entra con il lavoro che cambia o addirittura scompare? Credo molto, soprattutto se teniamo conto del fatto che se le esigenze degli uomini e delle donne rimangono pressocchè le stesse, ciò incide anche nelle richieste e nelle necessità quotidiane di servizi.  Ecco alcuni esempi di mestieri che non si estinguono, ma si rigenerano.

GIORNALISTA – Siamo tutti Blogger, Vlogger, E-communicators e quant’altro, ma la finalità resta sempre la stessa, condividere una notizia.  Chi fa parte della generazione dei millenials (nati dalla metà degli anni ’80 agli inizi del 2000) non vive con grande partecipazione le preoccupazioni di categorie di settore che, un giorno sì e l’altro, pure gridano alla crisi dell’editoria “com’era una volta”. In realtà sta solo prendendo una forma diversa, anche attraverso i suoi vettori come televisione o radio e web soprattutto.

MESTIERI DEL CINEMA, TV O RADIO –  La televisione è da sempre considerata lo spartiacque della modernità. Quando nacque, tra l’altro, si diceva che il cinema fosse spacciato e invece ogni anno si registra un nuovo record di incassi. E lo strumento televisivo nel 2016 è quello che ancora riesce a attrarre maggiori introiti pubblicitari in Paesi come l’Italia.   Simile discorso per la radio, considerata una battaglia persa da decenni.  Eppure non è così, anzi.  In Italia radio come Radio Deejay o RTL vivono una seconda, o terza, giovinezza grazie al web, attraverso il quale chi lavora in questo contesto ha la possibilità di essere ascoltato in tutto il mondo – da Voghera a Melbourne –  attraverso applicazioni o semplicemente sul sito ufficiale delle radio.  E c’è chi è disposto a pagare un canone mensile per avere la radio satellitare negli Stati Uniti.

ARTIGIANI – Questo settore è periodicamente “puntato” tra quelli sulla china della crisi e purtroppo spesso grandi o piccoli marchi hanno dovuto chiudere anche per colpa della crisi economica. Tuttavia molti, soprattutto per il comparto casa messo al tappeto da brand come IKEA, hanno avuto la capacità di reinventarsi, dal basso.  Costituendo startup innovative, lavorando su prodotti di nicchia e diffondendosi con le proprie forze.  Internet è una risorsa, spesso gratuita, che permette di avere una vetrina multi-focale, capace di far rimbalzare i tuoi prodotti in molteplici direzioni e realtà.

SCRITTORI –  Proprio in questi giorni imperversa nelle cronache italiane e non solo, anche il celebre New York Times ne parla, la vicenda dell’identità della scrittrice Elena Ferrante.  Una questione che non appassiona solo gli intellettuali, ma anche persone non avvezze alla lettura. Questo significa che la scrittura non è morta, addirittura i libri stampati hanno pareggiato gli ebook di recente.  Ma anche se il cartaceo scomparisse, come molti giornali, resterebbe sempre l’esigenza (e torniamo a Maslow) di approfondire, di scoprire nuove storie e realtà o di perdersi comunque nel mondo ovattato e protetto della lettura.

 

 

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