Social network, tra scelte azzardate e crisi di marketing


SOCIALPensare di giudicare in modo netto e tagliente l’attività dei giganti della condivisione online sarebbe presuntuoso. Tuttavia i dati di mercato parlano chiaro e, a chi ne è fruitore, salteranno agli occhi delle scelte discutibili la cui soluzione ne migliorerebbe nettamente l’utilizzo.  Ecco la situazione generale di “salute” in cui si trovano e dei suggerimenti che mi sento di dare ai più importanti di loro.

Facebook – Partiamo dal padre di tutti, o quasi. La capacità di Zuckerberg, suo fondatore gestore, di innovare va di pari passo con la sua brillantezza nel gestire la propria immagine. Dal rito collettivo della sua paternità al recente viaggio in Cina, per cercare di smorzare la censura che pesa nei confronti della sua creatura (virtuale).  Cosa manca? Poco o forse ora c’è un po’ troppo in pentola.Tra vecchi ricordi da condividere, notifiche su eventi live e feed multipli, si rischia di perdere quel senso da micro-mondo accogliente in cui rendere partecipi della propria vita. Bisognerebbe forse tornare agli albori, altrimenti non si spiegherebbe perché gli utenti pòstino sempre di meno, controllando spesso ma partecipando meno.

Twitter – Festeggiati in pompa magna i 10 anni dalla nascita annunciata il 21 marzo 2006 il social del cinguettìo vive uno dei periodi più neri dalla sua affermazione. Eppure anche qui ci sono stati molti tentativi, dal far aggiungere link con foto, al DM (direct message) senza limiti di caratteri, fino a un restyling del layout. La quotazione però è in netto ribasso, come testimonia il Nasdaq e non si vedono soluzioni all’orizzonte. Dal punto di vista pratico, servirebbe forse ritornare a far scrollare news su base cronologica e non di “importanza”, categoria abbastanza fumosa per i non addetti. Poi rendere modificabili i messaggi, come da tempo succede su Facebook, andrebbe nella direzione di una maggiore tranquillità per chi scrive. 

Instagram – In una recente intervista al Corriere della Sera, il suo fondatore Kevin Systrom si era ben visto dall’annunciare la novità dei giorni a venire, che prevede il succedersi dell’immagini secondo criteri di popolarità della stessa e non più cronologici.  Un po’ come con Twitter, ma con la differenza che gli utenti qui adorano seguire i propri preferiti instagramers e facendo così invece è il social che ti “impone” una visione. I nove milioni di Italiani insieme agli altri, che formano un bacino di 400 milioni nel mondo, potrebbero a lungo tempo non gradire.

Linkedin – Insieme a Twitter lo considero ancora tra i più interessanti.  Tuttavia paga un periodo di magra, tanto da dover rivoluzionare il layout, soprattutto per i dispositivi mobile.  Ottima la APP Linkedin Job Search, per la ricerca di lavoro. Però Linkedin ha chiuso il quarto trimestre 2015 con una perdita netta di 8,4 milioni di dollari e rischia di essere acquisita da altri. Nutro dubbi sull’operazine Lynda.com , portale dedicato al long time learning. Qui più che al social darei una dritta agli utenti, spesso spinti a usarlo come un social network generico.  Evitiamo foto o commenti di filosofia presi da “Google image”. E ricordiamo che mettere “un mi piace” o “consiglia questo post” a interventi del genere, stona anche nei riguardi di chi apprezza, non solo di chi posta.

 

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