Terremoto e comunicazione, diamo un senso a questo vortice


terremotoGli ultimi eventi sismici che hanno coinvolto e sconvolto il Centro Italia sono talmente gravi e irreparabili da lasciare tutta la Nazione sgomenta e in cerca di risposte. Insieme al tragico accaduto, come oramai accade di continuo, si sono avvicendati miriadi di contributi mediatici online, che per la mancanza di filtri hanno talvolta esasperato gli animi, mentre altre volte hanno contribuito a informare correttamente.  Ecco in rete due casi opposti di interventi, sia nefasti che costruttivi.

  • “I telegiornali ad arte abbassano da 7,1 a 6,1 la magnitudo del sisma per non far avere il rimborso del 100% ai cittadini”.  BUFALA ENORME, da scrivere a carattere cubitali. Ci fu un decreto voluto Monti, poi eliminato, che in determinati casi faceva aumentare il contributi causati da disastri naturali.  Ma non esiste nessuna speculazione governativa ad oggi dimostrabile, quindi evitiamo queste news e non condividiamole.  Un altro aspetto da sottolineare è proprio questo, lo sharing di notizie fasulle.  Anche se nel titolo sottolineiamo di non crederci, nel momenti in cui postiamo qualcosa, questa sopravvive all’oblio mediatico. Il motivo è che la rete non dimentica e i motori di ricerca automaticamente “rimbalzano” i link maggiormente diffusi. Riflettiamoci su.
  • Protezione Civile che fornisce consigli su come affrontare la scossa attraverso infografiche descrittive, aggiornamenti da fonti attendibili dello stato delle cose, video che non siano eccessivamente ansiogeni degli effetti in tempo reale, sono una serie di esempi di informazioni utili, soprattutto per chi vive nelle aree colpite.
    Se la rete ha un asset è proprio quello di poter fare da ponte visivo tra più zone del Paese e sono diversi i casi di persone o animali salvati grazie agli appelli fatti in questo.
    La velocità di Twitter, la visibilità di Facebook, ma anche la crescente diffusione di Instagram, sono da tener conto per cercare di fare una gestione di crisi coerente e funzionale.  L’importante è che tutti si prendano la responsabilità di condividere unicamente contenuti che siano utili o almeno di conforto, come attraverso numeri verdi utili a finanziare la ricostruzione.

Gli esempi riportati sopra stanno a definire il nuovo mondo che abbiamo intorno e con cui ci si deve per forza confrontare. La violenza del terremoto spaventa, perché lascia inermi ad affrontare le paure peggiori, come la perdita dei cari, della casa o anche dei singoli oggetti che hanno un significato profondo nelle esistenze di ognuno. La comunicazione non mediata del web, può aiutare ma anche fare da monito per il futuro.
Osservare il video che mostra una scossa di magnitudo 9  in Giappone che provoca sì danni alla mobilia e grosso spavento, ma nessun danno alle persone o strutturale, ci ricorda quanto il villaggio globale abbia tantissimo da insegnare in termini di soluzioni. Basta voler osservare dalla grande finestra della rete.

 

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