Oscar cannato, ma quante altre distrazioni tech!


iphone securityEpisodio grottesco, capace realmente di unire aspetti tragici a involontariamente comici, dell’Oscar al miglior film. Conferire  erroneamente l’ambita statuetta a “La La Land” e poi al vincitore Moonlight, nasconde un segnale che va approfondito, prima che diventi una consuetudine.
Il pasticcio nasce infatti dall’errato passaggio della busta coi vincitori fatto da un addetto di una company  distratto dallo smartphone mentre twittava foto dell’attrice Emma Stone premiata in un’altra categoria.
Dunque: sei a Los Angeles, hai un compito gravoso ma semplice e cosa fai? Smanetti con Twitter e rovini la serata a tutti.
Questa storia non è l’unica che si può citare nella vita di tutti i giorni.
Uno degli ultimi rilevamenti nazionali, spiega come gli incidenti stradali  in Italia siano dovuti sempre di più alla distrazione durante la guida, diventando una causa di grave preoccupazione sociale.
Per non parlare dei Millennials, da molti coperti di elogi per l’indole multi-task, per la capacità di fare più cose nello stesso momento. Ma la sensazione, avvalorata da diversi studi, è che si tratti di una generazione soprattutto capace di andare di distrazione in distrazione.  Fare per non fare altro.  Questo porta a incapacità di focalizzare un target, pochissima pazienza e costante desiderio di evasione.  Una cosa è lo spirito libertario, necessario quando si è più giovani, altro è non saper affrontare un problema alla volta, come se tutto fosse una perdita di tempo.
Si può spiegare tutto ciò solo attraverso responsabilità personali o tendenza adolescenziale? Naturalmente no, poiché si è stati indotti a questa attitudine.
Tempo fa scrivevo di come in Francia si sia vietato ai datori di lavoro di scrivere email fuori dai giorni e orari in cui i dipendenti sono impegnati. Ciò perché la tecnologia così pervasiva rende quasi impossibile il distacco dalla professione, spingendo tutti a controllare decine di volte al giorno le email, notifiche Whatsapp, Facebook o SMS.   Esiste persino la nomofobia, una nuova sindrome che colpisce chi non riesce a tenere lo smartphone “fisicamente” lontano da sè.
Tre spunti, più che consigli, per cercare di “sciallare”  da questo andazzo, come direbbero in un film giovanilistico con Fabrizio Bentivoglio:

  1.  Spegnere smartphone o modem di notte – Il più scontato e meno seguito tra i suggerimenti. Oltre che favorire la propria salute (un cellulare vicino infatti provoca campi elettrici concentrici potenzialmente pericolosi), si stacca da una vita virtuale spingendo al vero relax.
  2. Dieci minuti di silenzio al giorno – Questo l’ho “travasato” direttamente dal contenitore TED, un ispirante luogo di riflessione su tantissimi temi della vita. Semplicemente spegnere tutto, anche TV (non facciamo i furbi).  Riflettere, immergersi nei poprio obiettivi, valutare e decidere.  In completo, proprio, silenzio. Qui il video
  3. Limitare le notifiche dai dispositivi – Oramai ci avvisano di tutto, persino dai messaggi privati sui Social Network.  Cosa fare? Andare nelle impostazioni di ogni tool e stoppare le notifiche push.  Basta controllare ogni tanto, senza quel continuo suono di avviso (spesso legato soprattutto a promozioni e eventi “imperdibili”.

 

 

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