Tre nomi, tre sogni, tre storie di innovazione


TRIOSono molteplici le idee che corrono in rete, alcune si concretizzano, altre continuano a cercare una loro definizione.  E poi ci sono le persone che danno corpo a questi progetti e rendono viva la speranza che l’Italia possa rialzarsi grazie alla loro capacità di analisi, creazione e sintesi.  Ecco tre storie di tre successi acclarati e italiani.  Forse è un caso o magari no, ma sono tutte voci che provengono dal Sud d’Italia.

  1. Iniziamo da Mary Franzese, eclettica communication manager e co-founder di Neuron Guard, un dispositivo salva vita che aspira a diventare indispensabile come i defibrillatori presenti nelle ambulanze.  Una tecnologia inserita in un collare rende possibile il raffreddamento del corpo umano in conseguenza ad attacchi cardiaci o ictus.  Ciò permette di limitare i danni nei primi essenziali minuti dall’evento lesivo e, fondamentalmente, a salvar vite. Nata ad Ottaviano, provincia di Napoli, ha focalizzato questo progetto grazie alla intuizione di Enrico Giuliani, medico modenese, con cui ha lanciato il progetto dalla città emiliana.  Il prossimo 29 Marzo il BIC di Città della Scienza di Napoli ospiterà l’evento “Mary Franzese: Storie e successi di una startupper napoletana”, l’aperitivo mensile organizzato da Startup Grind Napoli, una community per imprenditori.  Sito aziendale: NEURON GUARD
  2. Passiamo a Domenico Colucci ora. Deus ex machina di Nextome, un progetto che nel 2015 ha vinto ad Helsinki il premio Europioneers per il più giovane imprenditore digitale europeo assegnato nel corso di Slush, il grande incontro per startup e investitori.  Insieme a Vincenzo Dentamaro, Giuseppe Tateo e Marco Bicocchi-Pichi, Colucci, originario di Noci in provincia di Bari, ha ideato quello che è stato definito un GPS indoor, capace di farti orientare all’interno di edifici chiusi grazie alle tecnologie bluetooth e dispositivi beacons, funzionali ad una app.  Tradotto? Sei in un posto chiuso senza connessione o Wi-Fi? Nextome riesce a farti orientare creando una mappa in tempo reale del luogo chiuso in cui ti trovi e a guidarti come un navigatore per auto in autostrada.  I beacons sono sensori che trasmettono a breve distanza (via bluetooth appunto) e sono capaci di avvisare i dispositivi smartphone riguardo sia la posizione in cui ci si trova che a dare molte altre indicazioni utili.  Sono ad esempio posizionati all’interno di molti musei, così da fare da Virgilio “coast to coast” per i visitatori del luogo.   Ora vive a Berlino, centro nevralgico delle startup Europee. Sito aziendale: NEXTOME
  3. Last but not least Adriano Farano, che con la sua piattaforma WatchUp ha rivoluzionato la fruizione di video news da parte di migliaia di utenti.  L’obiettivo di fondo è stato, ed è tuttora, quello di tarare la condivisione di video notiziari con gli utenti, seguendo costantamente le visualizzazioni compiute in passato dagli stessi.  Facendo così saranno mostrati nel tempo sempre più argomenti graditi a chi segue le news, attraverso un algoritmo capace di filtrare e scegliere in modo sempre più preciso. Sei appassionato di teatro, sport o politica? Il tuo schermo sarà sempre di più una finestra sul mondo a te più gradito.  Originario di Cava de’ Tirreni, formatosi alla prestigiosa Università di Stanford, Stati Uniti, Farano ha perfezionato la sua app nel tempo, in modo da rendere il video-giornalismo un’attitudine sempre più seguita. La sua folgorazione verso questa idea? A 9 anni, quando vide in TV la caduta del muro di Berlino.  Era il 1989 e già intuì quello che sarebbe stato il suo futuro. E anche quello degli utenti della sua app.  Il sito aziendale: WATCHUP
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