Salute e informazione: tra paura ed errori di comunicazione


Bebe_Vio.jpgLa recente querelle sull’utilità o addirittura pericolosità del vaccino contro il papilloma virus (HPV), scatenata da un servizio di Report, trasmissione battagliera di informazione di Rai Tre, ha dei precedenti illustri.
Il primo episodio di informazione involontariamente pericolosa fu il famoso “caso Di Bella”, con l’anziano medico che sperimentava un metodo anti-tumorale che poi si è rivelato inconcludente, ma che ha spinto molti ad abbandonare percorsi terapeutici di prassi. Ci fu anche un confronto pubblico tra scienzati e il medico, moderato da Maurizio Costanzo ed Enrico Mentana.  Quest’ultimo ha di recente riconosciuto la pericolosità nel dare tanta visibilità a un fenomeno di questo tipo.
Infine il metodo Vannoni e le Iene, che hanno per mesi difeso questa terapia alternativa per poi doversi arrendere all’evidenza.  Si parla sempre di tumori e qui l’attenzione deve essere ai massimi livelli.
Come mai, c’è da chiedersi, anche persone di livello culturale medio-alto sono disposte a metter in dubbio l’iter terapeutico ufficiale per andare dietro chimere indimostrate o addirittura evitare di vaccinarsi? Uno dei motivi è la paura, che spinge all’irrazionalità e al cercare di guarire o far guarire un caro in modo rapido e indolore.
Questo sentimento, legittimo, è moltiplicato in rete da sedicenti esperti capaci di approfittare di questo stato emotivo, in modo subdolo.  E’ di questi giorni la notizia che gli Stati Uniti hanno inserito l’Italia tra i Paesi a rischio morbillo. Una malattia che sembrava contenuta, ma che ha ripreso a diffondersi poichè le mamme hanno paura di far vaccinare i propri figli.
Iniziamo a tenere lontani chi dichiara “Lo hanno detto a Porta a Porta” o chi direttamente spaccia per vere delle cure senza portare: evidenze scientifiche, dati con statistiche serie e soprattutto studi avvalorati dalla comunità scientifica.
Questo è il primo passo per capire cosa fare, evitando che i Media diventino una gara a chi urla più forte la propria pozione magica; o la spara più grossa.
E se proprio vogliamo ascoltare un consiglio di un non-esperto, ascoltiamo la campionessa di scherma paralimpica Bebe Vio, che da anni spiega l’importanza dei vaccini, per non far vivere ai bambini il calvario che ha vissuto lei, attraverso la campagna “VINCI LA MENINGITE”.

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